2 days ago(via picnic-lightning)
liiiiiiiife
like it’s eerie how often I think “when is The Simpsons on again?”
JD/half of Tumblr and I are in the same place in life at the moment.
2 days ago(via picnic-lightning)
liiiiiiiife
like it’s eerie how often I think “when is The Simpsons on again?”
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Quanti libri ha letto fin qui?
“Uno solo. Il Piccolo Principe. Ero poco più che un bambino. Mi è piaciuto. Ogni tanto ci riprovo con qualcos’altro, mi metto lì, leggo le prime pagine, poi mi stanco. Forse non li so scegliere, i libri”.
Er Pupone, ovvero dell’importanza del farsi una cultura nella vita
1 month agoE Jeff Buckley con la camicia spalancata e la canotta bianca fa un quarto d’ora di vocalizzi facendoli risuonare nelle ossa della testa, le bimbe in prima fila sembra che abbiano visto la Madonna e lui dice: “Gente, gli anni ‘60 sono una fregatura totale. Gli anni ‘70, vi sembrerà di no, ma sono pure peggio. Gli anni ‘80, non fatemi nemmeno parlare degli anni ‘80: total bullshit (a parte gli Smiths, forse). Sta succedendo adesso, capite?”. Poi suona Grace e vengono giù i palazzi, Edifici Nuovi Che Crollano, come nel finale di Fight Club.
E Kurt Cobain vestito da ospedale a Reading, 1992. Il concerto finisce a piatti rotti e amplificatori presi a calci, e le chitarre come le faceva fischiare Kurt Cobain non le ha più fatte fischiare nessuno. Il concerto che ha rivelato i Nirvana al mondo finisce con Star Spangled Banner, l’inno americano tutto distorto, come Hendrix a Woodstock, però peggio, stonato, da presa per il culo, con il bassista che suona una marcetta sul rullante e il batterista ventenne magrissimo con i capelli ridicoli che si aggira per il palco e spacca tutto. Alla fine Kurt Cobain scende dal palco e regala la chitarra insanguinata alle prime file, chissà le botte che si sono dati per prenderne un pezzo. Se gli Anni Zero sono iniziati l’11 settembre 2001 e sono finiti con l’elezione di Obama, gli anni ‘90 sono iniziati con Cobain che dissacra Hendrix che dissacra gli Stati Uniti, e sono finiti, boh, per me non sono mai finiti. Di sicuro stanno per ricominciare.
Millenovecentonovantadieci era il titolo di uno spettacolo di Corrado Guzzanti, se non ricordo male, e forse ricordo male, ma ho sempre pensato che fosse un bel titolo, e 2010 vent’anni fa ci sembrava una data in cui tutti avremmo avuto le branchie, o avremmo imparato a volare, o saremmo stati capaci di ballare scalzi sulla graticola, e invece: niente superpoteri, solo questa neve che ingrippa i treni e ci fa stare fermi con il motore acceso ad aspettare l’apparizione della strada sul parabrezza spannato. E’ inverno, è la settimana di Natale, è normale non sentirsi più le dita dei piedi: “Ci scommetto che nevica / tra due giorni è Natale / ci scommetto dal freddo che fa”, you don’t need a De Gregori to know which way the wind blows.
E il vento soffia all’indietro ed è vento ghiaccio e rallenta il tempo, e il tempo va indietro nel tempo: i Rage Against The Machine sono primi nella classifica dei singoli natalizi in Inghilterra, è successo veramente, la campagna di Facebook ha funzionato e ora i quattro faranno un concerto gratis per festeggiare, e questa è la storia più bella del Natale 2009, quasi quasi prendo l’aereo, ma chissà che casino, in aeroporto, con questa neve. Killing in The Name usciva proprio mentre Kurt Cobain sfotteva quarant’anni di Chitarrismo Tecnicone e diceva Eccoci qua, fateci divertire, dateci un batterista piccolino e un bassista alto sei metri ed eccoci qua, potremmo tranquillamente essere i Muse o i Placebo o i Greenday, pensateci, la distribuzione delle altezze è la stessa, forse gli anni ‘90 sono stati questa roba qua: il Lungo, il Corto e il Depressone.
Ci vogliono dieci anni di prospettiva per far tornare di moda una decade, è sempre andata così: Lady Gaga e compagnia bella, ma che ne so io di quella gente, non so niente, però mi sembra di vedere splendere scintillante la gigantesca scritta Anni Ottanta, e ottanta voglia di smetterla con questa musicaccia plasticona, sì, va bene, gli Smiths, e i Police, e poi la New Wave vogliamo buttarla via? Si, vogliamo buttarla via: la Nuova Onda la congeliamo sotto questa neve per almeno dieci anni, adesso arriva il 2010 ed è un po’ come se arrivasse il 1992, troveremo un Depressone con qualche disturbo alimentare e gli andremo dietro come i topi con il flauto.
Poi, dopo il 1992, arriverà il 1993. E uscirà di nuovo Pablo Honey dei Radiohead, dentro ci sarà di nuovo Creep e qualcuno prenderà Vasco Rossi e gli tirerà in faccia un modellino della Ghirlandina con l’impalcatura e tutto. Così, per prevenzione.